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A Marina di Ravenna gli studenti incontrano le manager del Gruppo Hera

InspirinGirls viaggia ancora, e questa mattina, 29 maggio 2018, è approdato a Marina di Ravenna, presso le classi seconde e terze della scuola media E. Mattei.
Il progetto, portato in Italia da Valore D nel 2017, coinvolgerà 200 scuole entro il 2019, e questa volta è stato specificatamente voluto dal Gruppo Hera, multiutility emiliana nel settore ambiente, acqua e energia che supporta l’iniziativa a livello locale.

Proprio tre manager del Gruppo Hera hanno ricoperto il ruolo di role model alla Mattei, raccontando a ragazze e ragazzi la propria esperienza professionale. Raffaella Zanfini, a capo dei servizi ambientali, Chiara Lambertini, responsabile di laboratorio, e Francesca Morandi, progettista di impianti elettrici.

 

 

Un passo in più verso il superamento degli stereotipi di genere, anche nelle classi di Marina di Ravenna. Sì, perché quando arriva il momento di pensare al proprio futuro, undicenni e quattordicenni di entrambi i sessi fanno fatica a pensare che le ragazze possano diventare programmatrici, campionesse sportive, macchiniste o ingegnere. E il divario di genere esiste tanto a scuola quanto in famiglia, dove, spesso, sono proprio i genitori ad avere visioni ingenuamente influenzate da stereotipi di genere.

Hera, d’altronde, è impegnata da anni nella promozione della parità di genere, ed è prima in Italia e quattordicesima al mondo nel Global Diversity & Inclusion Index stilato da Thomson Reuters nel 2017. Questi risultati sono merito anche dell’introduzione in azienda del ruolo del Diversity Manager nel 2011. Non a caso, le donne rappresentano il 47% delle assunzioni effettuate da Hera nel solo 2017, anno in cui l’impresa ha anche accolto tutte le richieste di lavoro part-time post congedo di maternità.

Con questi numeri, come dichiarato da Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo, «InspirinGirls si sposa dunque alla perfezione con il nostro orizzonte di valori».

 

 

Insieme al Gruppo Hera, a sostegno di InspirinGirls – che ha ottenuto il patrocinio del MIUR – ci sono aziende che fin dall’inizio hanno creduto nel progetto: Eni, Intesa Sanpaolo, Real Time, Corriere della Sera, J.W. Thompson e Hill+Knowlton Strategies. Ma per cancellare gli stereotipi di genere e mandare avanti l’iniziativa (e la società), c’è bisogno del supporto di tutti.

Un obiettivo lontano per le aziende che ancora non supportano il progetto? Niente affatto. L’inclusione delle diversità può aiutare a raggiungere risultati importanti, anche dal punto di vista economico, e si può partire dai più piccoli. Il Presidente di Hera lo sa bene, e ha spiegato: «Il confronto con le nuove generazioni, a cominciare dai ragazzi e dalle ragazze dei territori serviti dal Gruppo, è infatti indispensabile per far sì che modelli culturali positivi possano attecchire su larga scala, facendo da bussola nel mondo del lavoro di domani».


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