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Ieri Claudia Parzani, madrina del progetto InspirinGirls in Italia, ha incontrato gli alunni della 3H dell’IC Mattei di Vittorio a Pioltello, provincia di Milano, portando la sua esperienza per ispirare ragazze e ragazzi a sognare in grande, oltre gli stereotipi di genere: “Tutti possono fare tutto”.

 

«Sono arrivata da un piccolo paesino, più piccolo del vostro. Eppure ho allargato i miei orizzonti. Potete uscire dai vostri confini di casa» ha raccontato la role model, testimoniando con passione e successo il suo lavoro e le sue scelte con l’obiettivo di stimolare i ragazzi a prendere consapevolezza del proprio talento. Linklaters, Allianz Italia, Borsa Italiana sono le grandi aziende in cui ha lavorato Claudia, ma portando sempre avanti anche l’impegno associativo, come l’esperienza alla presidenza di Valore D e come l’incontro nella scuola di Pioltello.

 

 

«I bambini e i ragazzi sono il futuro, per questo mi dedico al progetto InspirinGirls, con il quale si entra nelle scuole. Perché è proprio dall’educazione che bisognerebbe ripartire» ha spiegato Claudia in un’intervista al Sole 24 Ore tempo fa. «Fra i temi fondamentali per il futuro dell’Italia c’è innanzitutto l’educazione, per andare oltre gli stereotipi e prepararsi al lavoro di domani».

Ma andare al di là degli stereotipi non è facile. «In materia di parità di genere abbiamo fatto passi da gigante ma siamo ancora lontani dalla meta – ha raccontato Parzani -. È una battaglia difficile che a mio avviso può essere combattuta solo lavorando sulla cultura e aprendo le menti al valore della diversità che io intendo come ricchezza».


Per lavorare sulla cultura e aprire le menti non si può che partire dalla scuola

InspirinGirls si rivolge alle ragazze e ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni perché è a quest’età che decidono il futuro percorso di studi che influenzerà poi la loro vita professionale.

 

 

Il progetto prevede che donne, manager, ingegneri, professionisti, sportive, imprenditrici, a titolo volontario e gratuito, entrino nelle scuole medie e raccontino ai ragazzi le proprie esperienze professionali e di vita che nell’immaginario collettivo potrebbero ancora essere percepiti come “fuori dal comune” per una donna. Unico obiettivo: aumentare la consapevolezza sugli stereotipi di genere e costruire un ponte concreto tra scuola e mondo del lavoro.     

«Ho solo due consigli da dare che, riguardando al passato, credo siano stati miei buoni alleati. Essere sempre se stessi. Non omologarsi. E ricercare il proprio angolino, quel piccolo spazio dove poter costruire il proprio ruolo. Unico, speciale, fatto di tutte le cose che ami e che ti piacciono, un giorno guarderanno in quell’angolino e ci sarai solo tu».

 

 


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