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Claudia Parzani, madrina di InspirinGirls, racconta la sua visione sul futuro a Monica D’Ascenzo del Sole 24 Ore e lancia un messaggio “questo Paese è tuo”.

 

«I bambini e i ragazzi sono il futuro, per questo mi dedico al progetto InspirinGirls di Valore D, con il quale si entra nelle scuole. Perché è proprio dall’educazione che bisognerebbe ripartire» spiega Claudia. «Fra i temi fondamentali per il futuro dell’Italia c’è innanzitutto l’educazione, per andare oltre gli stereotipi e prepararsi al lavoro di domani. E possono fare la loro parte anche le imprese private».

«Bisognerebbe dare un messaggio semplice ma potente: “Questo Paese è tuo”. Nella mia esperienza associativa ho imparato che le persone sono spesso meravigliose e sono pronte a fare la propria parte se lo si chiede loro nell’ottica del bene comune. Dovremmo sviluppare un senso di appartenenza. Ognuno può portare il cambiamento nel proprio ambito. Io ci credo».

E Claudia Parzani ne ha dato proprio l’esempio: Linklaters, Allianz Italia, Borsa Italiana sono le grandi aziende in cui ha lavorato, pur mantenendo sempre un equilibrio e i giusti spazi  per la vita privata e la famiglia, uno sforzo difficile ma necessario. E poi ci sono le persone, l’interesse per l’umano che l’ha portata a creare connessioni e network sia nel suo lavoro sia nel suo impegno associativo. Come la sua esperienza alla presidenza di Valore D, ruolo che ha interpretato per la costruzione di una rete fra aziende oltre che fra talenti femminili.

 

 

«L’Italia a livello europeo ha fatto da apripista sulle tematiche di genere e di rappresentanza nei cda. La legge Golfo-Mosca ha portato una vera rivoluzione anche culturale posizionando il nostro Paese fra i più virtuosi a livello internazionale in questo ambito», commenta l’avvocata. Ora gli obblighi di legge sono stati raggiunti e ad esempio Borsa Italiana ha anche inserito delle raccomandazioni in questa direzione nel codice di autodisciplina per andare ben oltre gli obblighi della norma. Inoltre ci sono aziende virtuose come Enel che hanno fatto delle scelte interne inserendo la norma nel proprio statuto e altre società stanno lavorando in questa direzione. Forse in questo momento, quindi, bisognerebbe puntare sull’autodeterminazione delle aziende che dovrebbero scegliere, in maniera indipendente, di garantire la diversità nei propri board».

Per la manager è il momento di ampliare lo sguardo includendo sempre più donne: «Dirigerei le energie sui cambiamenti culturali contro gli stereotipi delle ragazze. In seconda battuta, poi, lavorerei sulla crescita dell’occupazione femminile, che in Italia resta inchiodata attorno al 49%. Ripartiamo dalle ragazze e assicuriamo loro un percorso più equo per poter cambiare i numeri nel lungo termine a tutti i livelli professionali».

 

Rivediamo l’intervista nei panni di role model per InspirinGirls:

 

 


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